Come curare la varicella (adulti e bambini)

by Sferoblasto on June 15, 2012

chickenpox strikes again


Per i medicinali, va da sé, è necessario farsi visitare dal medico che saprà prescrivere il farmaco più utile al nostro caso.
Ma per solcare più agevolmente la piccola palude delle varicella, antipatica malattia infettiva provocata dall’Herpes zoster, foriera di memorabili pruriti e di febbri spaccaossa, qualcosa di semplice si può fare.

Bagni senza sapone ma con amido di riso naturale o avena colloidale, crema all’arnica, polvere cicatrizzante ai semi di pompelmo e tee tree possono dare un bel sollievo. E’ consigliabile bere molto, anche tisane e succhi (meglio se fatti in casa), mangiare frutta, yogurt, gelati (quando si hanno bollicine in bocca sono la soluzione migliore) e indossare vestiti di cotone.

La varicella negli adulti

La varicella, presa “da grandi”, può dare un bel pò di problemi (non ultimi dei bei buchi sulla faccia). Per questo talvolta i medici consigliano di prendere un antibiotico specifico contro l’ herpes zoster, da assumere ogni quattro ore. Bisogna però cominciare a prenderlo non appena compaiono le primissime bolle.

La varicella nei bambini

La prima cosa da fare è tagliare le unghie dei bambini, in modo che non si grattino provocando infezioni. La varicella nei bambini è quasi sempre benigna, sarà tuttavia il medico a valutare la necessità di somministrare un antivirale contro il prurito e anti febbrili. Conviene evitare di cospargere i bambini di poveri al mentolo o simili perchè possono causare problemi respiratori se inalate.

Come riconoscere le bolle della varicella?

Le bolle, o papule, compaiono come vescichette trasparenti a “palloncino”. Con il tempo si diffondono soprattutto sul tronco, sulle braccia, sul viso e sulla testa. Non è raro trovarsele in bocca, nelle orecchie, negli occhi e nei genitali. Per questo e per il prurito davvero fastidioso che la contraddistingue bisogna ammettere che è proprio una malattia antipatica. Il lato positivo è che, una volta presa, non ritorna più (almeno in questa forma, può tornare come “fuoco di San’ Antonio”). Le vesciche poco a poco si seccano e si “intorbidano” fino a diventare vere e proprie croste. Lo stesso paziente può presentare bollicine in diversi stadi, bolle trasparenti, vesciche meno trasparenti e croste.

Il malato è contagioso a partire da due giorni prima della prima bolla fino a quando le lesioni sono tutte coperte da croste (7 giorni circa dall’inizio della malattia). Il periodo di incubazione dura 15 giorni circa. Il contagio da un familiare può provocare una forma più intensa della malattia.

L’ immagine è di muscolinos

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